Pesce Confezionato

Quale scegliere?

Caterina Cellai

Caterina Cellai

Dietista

Laureata in Dietistica e specializzata in Alimentazione e Nutrizione Umana 

Grazie ai miei consigli alimentari riuscirai a trovare un perfetto equilibrio fra gusto e benessere, migliorando la tua forma fisica senza rinunciare ai piaceri della tavola.

“La dietista mi ha detto di mangiare molto pesce, va bene anche il pesce confezionato? La dietista mi ha detto di preferire il pesce fresco e che non mi posso mangiare il tonno in scatola 4 volte a settimana.”

Esatto. Una delle osservazioni che spesso faccio guardando i diari alimentari dei pazienti è che il consumo di pesce nella nostra dieta quotidiana è troppo basso.

Questo può essere dovuto a diversi fattori, tra cui pensare che il pesce sia un alimento difficile da cucinare o che richieda molto tempo nella preparazione.

Uno dei miei compiti durante la prima visita è proprio quello di sfatare questo falso mito! Se dovessimo acquistare pesce confezionato, “non fresco”, per quella volta che ci ritroviamo a fare la spesa all’ultimo minuto o per quando torniamo a casa tardi e non abbiamo voglia di mettere mano alle pentole… Quale scegliere?

La dietista mi ha detto di mangiare molto pesce, va bene anche il pesce confezionato? La dietista mi ha detto di preferire il pesce fresco e che non mi posso mangiare il tonno in scatola 4 volte a settimana.

Pesce confezionato: scelta forzata più che scelta salutare

Al giorno d’oggi sappiamo bene che gli impegni personali e di lavoro non ci permettono di utilizzare gli alimenti freschi così frequentemente come vorremmo. Per questo ci lasciamo spesso tentare dai numerosi prodotti conservati che il mercato alimentare ci propone.

Cosa possiamo fare quando abbiamo poco tempo per cucinare o fare la spesa, e scegliere alimenti confezionati è una necessità? È importante imparare a conoscere ciò che ci viene offerto, in modo da poter fare comunque la scelta più salutare.

 

Pesce confezionato: quale scegliere?

Iniziamo con il capire le differenze che esistono nel vasto mondo del pesce confezionato:

  • Pesce Surgelato: la freschezza di un alimento garantisce un più alto apporto di nutrienti rispetto allo stesso prodotto sottoposto a surgelazione. Questa metodica di conservazione, però, si sta evolvendo garantendo sempre di più prodotti dalle buone caratteristiche nutrizionali con una variabilità significativa da specie a specie (e da marca a marca). Il merluzzo ad esempio, ricco di Omega 3 e di Vitamina A e D, è molto adatto a essere surgelato e mantiene pressoché inalterati i suoi nutrienti. Così come tutti i molluschi. Diverso è il discorso per i pesci molto grassi come il salmone e lo sgombro. A causa dei loro alti contenuti di acidi grassi polinsaturi, rischiano di irrancidire e di cambiare notevolmente il loro valore nutrizionale se sono conservati troppo a lungo a basse temperature.
  • Pesce Precotto: il mantenimento dei valori nutrizionali cambia molto in base alla specie e alla marca, quindi è impossibile riuscire a fare una valutazione generale. I grassi polinsaturi omega-3 possono risentire di metodi di cottura e di conservazione troppo aggressivi. Inoltre, questi prodotti sono spesso conditi e contengono un alto livello di grassi saturi (derivati da grassi da condimento come il burro) utilizzati per garantire il gusto dell’alimento. È sconsigliato, per chi soffre di colesterolo alto, consumare cibi precotti perché non garantiscono un buon apporto di grassi Omega 3 e rischiano di contenere quantità troppo alte di grassi saturi.
colesterolo quale pesce scegliere?

  • Pesce in Scatola: sono prodotti che andrebbero consumati con moderazione. Sapete il perché? Perché sono conservati in grassi vegetali (spesso di dubbia origine) per lunghi periodi e formati da parti del pesce che contengono meno Omega 3. Inoltre, la loro alta densità calorica può influenzare il peso corporeo (soprattutto a livello del grasso viscerale), andando a peggiorare un eventuale quadro di ipercolesterolemia. La scelta di alimenti “al naturale” ci garantisce un minor apporto di calorie, ma non di sale (utilizzato spesso in gran quantità come conservante). Perciò, è importante scegliere i prodotti qualitativamente migliori. Come? Preferendo quelli che nella tabella nutrizionale evidenziano un contenuto minore di sale e di grassi saturi (e quindi di calorie) e maggiore di grassi insaturi.
  • Pesce fresco congelato: congelare il pesce non compromette in maniera significativa i suoi valori nutritivi, anzi! In alcuni prodotti il congelamento è consigliato per garantire una maggiore morbidezza, come nel caso del polpo. È importante consumare il pesce congelato in 1-2 settimane, perché lasciarlo troppo a lungo a basse temperature può compromettere le sue qualità. Allo stesso tempo, è importante scongelarlo in maniera corretta, lasciandolo qualche ora nel frigo. Un cambio repentino di temperatura può alterarne il gusto, la consistenza e i valori nutritivi (come il ricongelamento dopo lo scongelamento). Anche scongelarlo a temperatura ambiente non è la metodica più corretta, perché può favorire lo sviluppo di batteri.

Il segreto per mangiare bene risiede nell’equilibrio. Non c’è assolutamente niente di male nel consumare ogni tanto alimenti confezionati. L’importante è scegliere i cibi con attenzione, leggendo sempre bene la tabella nutrizionale, preferendo quelli a basso contenuto di sale e di grassi saturi. Ricordiamoci però, che cucinare un pesce fresco richiede spesso solo 10-15 minuti! Un tempo che vale la pena dedicare alla preparazione di un piatto che reca soddisfazione al palato e alla nostra salute

Più pesce nella nostra dieta!

Anche se i prodotti freschi garantiscono la maggior presenza di nutrienti benefici, è possibile prenderci cura del nostro organismo anche attraverso il consumo di alimenti più “pratici”. Dobbiamo solo imparare a conoscerli e a distinguerli.

Purtroppo, nelle nostre diete il pesce è ancora un alimento poco consumato rispetto alla carne o ad altre proteine animali. Spesso lo si utilizza meno perché si crede che la sua preparazione richieda molto più tempo e abilità culinarie rispetto alla carne. Questo, però, è vero solo per alcune ricette perché, nella pratica, i secondi di pesce sono piatti per definizione semplici e poco elaborati.

Come facciamo a inserirlo più frequentemente nei nostri menù?

  • mettiamolo nel carrello della spesa, magari approfittando di particolari offerte (perché purtroppo anche il costo spesso è un deterrente all’acquisto)
  • facciamoci incuriosire da nuovi piatti e nuove ricette veloci che abbattono il contenuto di grassi saturi dalla nostra dieta

Solo così daremo davvero il contributo più grande per salvaguardare la salute del nostro sistema cardio-vascolare.

scatola/surgelati/precotti).

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