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Conosciamo meglio gli alimenti

Come scegliere il tonno in scatola

Caterina Cellai · Dietista
1 dicembre 2021 · 4 minuti di lettura
tuna

Il tonno in scatola è uno degli alimenti ittici a lunga conservazione più consumati in Italia.

Ma quali sono le cose a cui dovresti fare più attenzione quando lo acquisti?

Proviamo ad analizzarne le caratteristiche nutrizionali e la sostenibilità.

Caratteristiche nutrizionali

Pro

Il tonno in scatola (più in generale tutti i pesce conservati) è un alimento poco costoso e versatile, per questo può essere molto utile a chi:

  • Ha difficoltà ad utilizzare una cucina (pensiamo a chi sta traslocando, a chi vive momentaneamente in contesti senza la cucina o a tutte quelle situazioni per cui cucinare può essere complicato)
  • Ha meno disponibilità economiche
  • Sta iniziando a prendere più confidenza con il consumo del pesce
  • Ha paura delle spine del pesce o non gradisce l’odore del pesce cucinato
  • Sta iniziando a prendere confidenza con pentole e padelle

(da questa lista si capisce che l’esperienza con i pazienti insegna un pò di cose)

In sintesi, il pesce in scatola può essere utile in alcuni contesti; diverso è quando distrattamente lo acquistiamo pensando di prendere un alimento che sia uguale al prodotto fresco, scopriamo il perché.

Contro

Il sapore e la lunga conservazione del prodotto sono spesso giustificati dall’uso di conservanti, coloranti e esaltatori di sapidità.

Il confezionamento in scatolette aumenta la quantità di nichel e istamina (per i soggetti allergici).

Il sale è purtroppo sempre presente in discrete quantità, come anche l’olio (non in quello al naturale) di cui spesso non è garantita la qualità.

5 considerazioni da fare quando compriamo tonno in scatola

  1. Controllare gli ingredienti e verificare che il tonno sia il più puro possibile, senza aggiunta di esaltatori di sapidità come il Glutammato, coloranti o conservanti che non siano sale e olio.
  2. Preferire il tonno in vetro, per poterne valutare l’aspetto prima dell’acquisto e perchè il pesce risulta più compatto e meno sminuzzato (un contenitore di piccole dimensioni non si presta a contenere un blocco di muscolo, spesso il contenuto nelle confezioni piccole è composto dai resti di un trancio inscatolato in quelle grandi).
  3. Controllare nella tabella nutrizionale la quantità di sale aggiunto e preferire le marche che ne contengono meno.
  4. Controllare nella tabella nutrizionale la tipologia di grassi contenuti, un maggior numero di grassi saturi può voler dire che per la conservazione sono stati utilizzati oli vegetali di scarsa qualità.
  5. Preferire il tonno al naturale? dipende. Ha sicuramente meno calorie, ma può contenere più sale e conservanti. Esistono marche dove l’olio aggiunto è modesto e non è di cattiva qualità, potrebbero essere un buon compromesso.

Sostenibilità

Premessa: purtroppo non c’è niente di sostenibile nel consumare alimenti di origine animale, specialmente specie di largo consumo in tutto il mondo come il tonno.

Puoi però acquistare prodotti di aziende che pongono più attenzione alla questione ambientale in modo da incentivare questo atteggiamento.

Il metodo di pesca e la provenienza sono le caratteristiche più importanti che dovreste riuscire a leggere in etichetta, o al massimo sul sito dell’azienda.

Metodo di pesca

il pescato a canna/la pesca su banchi liberi e la pesca a circuizione senza FAD sono i metodi più sostenibili mentre la pesca con Palamiti e sopratutto la pesca con FAD lo sono meno. 

I FAD sono oggetti galleggianti utilizzati per attirare i pesci (possono anche essere semplici zattere ma quando si tratta di grandi aziende sono piattaforme dotate di sonar e radar), concentrarli e prelevarli in grandi quantità. 

Oltre alle problematiche della pesca intensiva, i FAD si caratterizzano per la grossa presenza di catture accidentali (bycatch) ovvero specie marine catturate e uccise accidentalmente durante le attività di pesca: tonni immaturi (e questo impoverisce l’ecosistema), tartarughe, squali, mante e altri pesci poco commerciabili che di solito sono ributtati in mare ormai morti.

Provenienza

Oltre alla specie, sarebbe bene ricevere chiarezza sulla zona di pesca, che può essere indicata in etichetta come “Zona FAO” o per esteso; esistono infatti zone di pesca “consigliate” (Pacifico occidentale e centrale: FAO 61, 71, 81) e altre “sconsigliate” (Oceano Atlantico: FAO 31, 34, 41, 47; Oceano Indiano: FAO 51, 57), in funzione delle condizioni della popolazione locale dei tonni. Il tonno proveniente dal nostro Mar Mediterraneo ha sicuramente meno costi di trasporto (quindi migliore in termini di inquinamento).

Specie utilizzata

La specie utilizzata dovrebbe essere un parametro di scelta, ma in realtà non riesco a trovare molta coerenza nelle varie fonti.

Si legge che il tonno a pinna gialla ha un alto valore commerciale ed è spesso oggetto di pesca intensiva in alcune zone, quindi il tonnetto striato sarebbe da preferire perché meno commerciale (purché non sia pescato con FAD).

In realtà il tonnetto striato, proprio perché più economico, è una delle specie più pescate al mondo (in particolare nelle zone dell’Asia). 

Attendiamo più chiarezza in merito.

Conclusioni

Nel 2015 Greenpeace aveva stilato la lista dei tonni in scatola più sostenibili, non ne esistono di più aggiornate altrettando autorevoli, ma quando venne pubblicata fece molto scalpore.

In seguito a questa classifica, ad esempio, “Rio Mare” ha posto molta più attenzione alla questione sostenibilità.

Puro marketing o abbiamo qualche speranza per il futuro?

A chi interessa l’argomento allego il link alla guida msc per il tonno sostenibile.

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