perdita di peso

Perchè “sei dimagritə!” non è un complimento

Ma sei dimagritǝ? Stai benissimo, Sei bellissimǝ!”

E’ capitato a tutti di fare una dieta, che fosse seria o “fai da te” e tutti noi abbiamo sentito questa frase almeno una volta; scommetto che sei in grado di ricordarti perfettamente la sensazione di soddisfazione che hai provato nel sentirla. 

Il migliore dei complimenti che mi potessi fare” abbiamo sicuramente detto sorridendo.

Ma è davvero un complimento?

Per alcuni è una frase come un’altra e se sei fra questi è probabile che tu sia una persona che negli anni ha imparato a dare il giusto peso ai giudizi degli altri, ad avere un buon rapporto con il cibo e ad accettare, tutto sommato, il proprio corpo così com’è

Per altri invece, quella frase ha un effetto diverso; può diventare qualcosa di fastidioso, logorante e persino pericoloso. E può essere così per tutte quelle persone che un rapporto sano con se stesse, il proprio corpo e il cibo non ce l’hanno.

E se credi che la cosa non riguardi le persone che ti stanno intorno, ti dò fornisco qualche dato che potrebbe impressionarti:

I numeri

In Italia circa 3.000.000 di persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare e si parla di un aumento di circa il 30% delle diagnosi dopo la pandemia. Ricorda che i numeri riguardano le diagnosi e non l’enorme spettro di persone che soffrono di disturbi, non diagnosticati ma che compromettono lo stato di benessere fisico e psicologico, che in un qualche modo riguardano l’alimentazione e la percezione del proprio corpo.

Credo che sia un numero così grande che quantificarlo è impossibile.

Come può una frase innocua diventare pericolosa?

Il nostro corpo è ciò che si espone più facilmente al giudizio altrui e un corpo che cambia genera sospetti e commenti.

Se quel cambiamento è conforme all’idea che abbiamo di “bello” e di “giusto” (e tendenzialmente ciò che è “magro” è etichettato come “bello” e come “sano”) allora otterremo un fiume di commenti positivi, che avranno il potere di influenzare chi li riceve in maniera netta: 

Se sono tutti contenti, allora sto facendo bene.

Ma siamo sicuri che la nostra idea di “sano” e “giusto” sia corretta?

Il peso delle parole

Le nostre parole hanno il peso di rafforzare qualunque tipo di comportamento, sia esso positivo che negativo. 

Proviamo a pensare a cosa potrebbe succedere se rivolgessimo la frase “Sei Dimagritǝ come sei bellǝ” a:

  • Chi ha un brutto rapporto con il proprio corpo; potrebbe pensare che “prima” (inteso come peso, come kg effettivi numerici) non andava bene, mentre ora ha le carte in regolare per piacere (o più nello specifico, piacerti)
  • Chi sta seguendo una dieta troppo severa; penserà che aver eliminato tutti i carboidrati dalla dieta sia effettivamente un comportamento sano, o che annotare in maniera ossessiva le kcal di tutti i pasti su un quaderno sia efficace
  • Chi sta combattendo contro un disturbo del comportamento alimentare; penserà che infondo saltare tutti quei pasti qualcosa di buono lo sta producendo
  • Chi sta lottando contro una patologia, un forte stress, un disturbo emotivo di cui non vi ha parlato; in questo caso, che effetto possono avere le nostre parole?

Senza eccezioni

E se a perdere peso fosse una persona sovrappeso o obesa? Non cambierebbe nulla, perché i disturbi del comportamento alimentare riguardano tutte le categorie di peso, in egual modo.

Una perdita di peso che deriva da un comportamento disfunzionale è sempre pericolosa, non importa il peso di partenza.

Oppure, immaginatevi una persona che sta lottando contro un disturbo del comportamento alimentare, che magari si è privata a lungo tempo del cibo e che a fatica sta ricominciando ad alimentarsi in maniera più equilibrata, un commento come questo:

Ora che hai ripreso un pò di peso sei più bellǝ

Superficialmente può sembrare innocuo, ma può scaturire timore, paura e ansia per un eventuale aumento ponderale. Con conseguenze che spesso facciamo fatica ad immaginare.

In ultimo, pensate a una persona con con regolarità inizia a mangiare bene, perde peso in modo funzionale, è felice dei suoi risultati e si sente rivolgere il solito:

Ma stai mangiando? Sei sciupatǝ!

Ecco, vi assicuro che questo commento è pessimo, anche quando siete ragionevolmente preoccupati. Se credete che un’ offesa, per quando ingenua, possa suscitare nell’altra persona la voglia di aprirsi con voi, vi sbagliate.

Non è vero che con il peso giusto le cose andranno meglio

In sintesi, esprimere un parere su delle fluttuazioni ponderali senza sapere come siano avvenute rischia di rafforzare comportamenti disfunzionali, condizionare l’umore e incoraggiare l’errata convinzione che con il peso “giusto” le cose andranno meglio.

“Quando dimagrirò sarò più credibile/più desiderabile/più bellǝ/più forte/più serenǝ/più felice” 

Nella nostra società sembra che un “corpo bello” sia un requisito essenziale per raggiungere il successo, che sia emotivo, sentimentale, finanziario o sociale. 

Eppure non c’è niente di più falso, perché la triste verità è che quel numero sulla bilancia non sarà mai abbastanza basso (o alto) da renderci felici.

Questione di priorità

C’era una frase che mi piaceva ripetere anni fa con discreta ingenuità, una di quelle frasi che si ricondivideva sulla bacheca di Facebook per prendere qualche like:

Tutti i ti amo del mondo non faranno mai un sei dimagrita

Ecco direi che questa è la peggiore delle visioni possibili, anteporre tutto, ma proprio tutto, alla nostra immagine; quando invece dovremo solo desiderare di mangiare bene perchè il nostro corpo stia meglio.

C’è bisogno di cambiare l’idea di bellezza che abbiamo, riconoscere che gli standard che ci poniamo come obiettivo sono spesso irraggiungibili, se non finti, frutto magari a loro volta di comportamenti disfunzionali che nulla hanno a che vedere con il concetto di salute.

In quest’ottica la bilancia è solo uno strumento come un altro in grado di rilevare un dato, non un giudice che emette una sentenza.

Quindi? cosa dovremo dire? 

Quando ci troviamo davanti una persona che conosciamo poco non dobbiamo commentare il suo corpo, anche se questo vi può generare dei dubbi (“ma se non gli dico nulla si offenderà?”) la risposta è sempre la stessa: no.

Quando a cambiare è una persona che conosciamo non c’è un decalogo della cosa più giusta da dire, ma sicuramente tutto dovrebbe cominciare con un sincero:

Come stai?

Lo devi chiedere una, dieci, cento, mille volte se necessario, con cura, discrezione (e affetto).

E anche:

E’ tanto che non parliamo, passo a trovarti una di queste sere.

Posso fare qualcosa per aiutarti?

Scusa se ti disturbo, volevo solo salutarti e fare due chiacchiere, hai tempo per una telefonata?

Insomma, dimostratevi sinceramente interessati alla persona che avete davanti, non solo al suo peso; solo in questo modo potrete capire se c’è realmente qualcosa che non va o se è solo una persona con la quale complimentarsi per i bei risultati ottenuti.

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