Se stai assumendo i farmaci per il trattamento dell’obesità (chiamati agonisti del GLP1, i più utilizzati al momento in Italia sono il – nome commerciale – Wegovy e il Mounjaro) ecco alcuni consigli importanti per avere una perdita di peso più sana e duratura nel tempo.
I farmaci agiscono principalmente sui sistemi biologici che regolano appetito, sazietà e intake energetico.
Il rischio di trovarsi a mangiare troppo poco (e magari in modo disordinato) è concreto, anche perché molto spesso la riduzione del senso dell’appetito provoca sollievo e appagamento in chi fino a quel momento ha dovuto combattere con esso.
E seppur anche questo possa provocare un abbassamento del numero sulla bilancia, non è certo il tipo di dimagrimento a cui dovremo ambire, specialmente in un’ottica di sospensione del farmaco in futuro.
Purtroppo perdere peso, alla lunga, non implica per forza un guadagno in termini di salute. E’ importante provare a perdere peso in modo sano per ridurre il rischio di complicanze future o il recupero del peso.
Ecco quindi alcuni consigli preziosi che mi sento di dare a tutte le persone che iniziano la terapia, che riguardano nello specifico sia la dieta che lo stile di vita.
6 Consigli davvero importanti per ottimizzare i risultati degli analoghi del GLP1:
Mantieni una dieta equilibrata
Va bene che la dieta sia ipocalorica, ma deve anche essere bilanciata. All’inizio l’appetito può essere un pò scombussolato, ma alla lunga saltare i pasti o seguire una dieta eccessivamente restrittiva può essere controproducente. Questo significa avere diete che mantengono un deficit energetico non maggiore del 20-30% di fabbisogno energetico stimato. I pasti e gli spuntini dovrebbero essere bilanciati secondo l’apporto calorico e di macronutrienti che è stato calcolato per te, ma per riuscire a mangiare tutto è necessario applicare qualche strategia inizialmente (specialmente per i pasti principali), ad esempio:
- Mastica molto lentamente: se il processo digestivo inizia in bocca e i cibi arrivano nello stomaco già ben sminuzzati, la digestione sarà più veloce (o almeno, non troppo lenta) in questo modo ridurrai l’eventuale malessere post-prandiale e/o durante il pasto non avrai problemi a consumare le porzioni che ti sono state indicate
- Evitare di bere ai pasti: Per lo stesso motivo attenzione sopratutto nei primi tempi all’acqua durante i pasti, preferisci berla prima o dopo perché berne troppa durante i pasti potrebbe rallentarti la digestione. Quando non sentirai più fastici, bere un pò (anche) ai pasti non ti farà certo male.
- Consuma le verdure come ultima portata del piatto: le fibre hanno un elevato potere saziante e può succedere che consumarle prima ti porti a saziarti molto in fretta e mangiare molto poco durante i pasti. Lo stesso effetto possono fartelo minestroni e vellutate, quindi sopratutto nei primi periodi in cui utilizzi il farmaco o al momento del cambio di dosaggio evita porzioni troppo abbondanti di verdure e, quelle che mangerai, consumale come ultima portata.
Nel tempo è possibile (anzi auspicabile) che tu nn abbia più bisogno di queste accortezze, ma all’inizio possono essere d’aiuto.
Cura l’apporto proteico
L’apporto proteico della tua dieta deve essere maggiore rispetto a quello della popolazione normale (almeno 1.2-1.5g/kg/die di proteine, ma in alcuni casi l’apporto può essere anche maggiore). Questo non significa eliminare i carboidrati o mangiare kg di carne, semplicemente che le proteine in tutte le sue fonti devono avere un ruolo importante nella tua dieta al fine di preservare il più possibile la massa magra.
Migliora la composizione corporea
L’obiettivo non deve essere solo quello di perdere peso, ma modificare la composizione corporea migliorando il rapporto fra massa grassa e massa muscolare in modo da costruire un corpo che nel tempo gestisca in modo più efficiente i nutrienti che introduciamo. Per questo l’attività fisica è fondamentale, ma non solo quella aerobica, anche e sopratutto attività di controresistenza finalizzate al rafforzamento del muscolo (si consigliano almeno 2 sessioni di allenamento di contro-resistenza a settimana, per un totale di 60–90 minuti/settimana.)
Rivedi il tuo stile di vita
Sonno, stress, consumo di alcol o fumo influenzano metabolismo e appetito. La terapia farmacologica è una finestra di tempo preziosa per intervenire su ciò che, nel tempo, magari ha contribuito al problema. Rivedere lo stile di vita nel complesso è un autoanalisi fondamentale anche per riuscire a mantenere il peso perso in futuro. I farmaci agiscono sui centri di compensazione, per questo sono molto efficaci nel ridurre il consumo di alimenti fuori pasti (ovvero quelli mangiati più per una “fame emotiva” che fisiologica), allo stesso modo possono dare una spinta per ridurre il fumo e il consumo di alcolici. Per questo la terapia può essere davvero un’ottima occasione per guadagnarci in salute su tutti i fronti. Allo stesso modo è importante garantire a un corpo che è sottoposto a un bel cambiamento la giusta quota di riposo, assicurati perciò di dormire almeno 7-8 ore a notte, in modo che tu abbia le energie da dedicare a questo radicale (ma incredibile) cambio di vita.
Preserva la salute del tuo intestino
Se hai effetti gastrointestinali avversi non ignorarli. A volte può essere utile iniziare ad utilizzare specifici probiotici per l’intestino anche prima di iniziare la terapia, a scopo preventivo. Se non lo hai fatto non preoccuparti, l’importante è non trascurare una sintomatologia avversa. Se hai una nausea o un senso di vomito persistente, che non si limita a qualche giorno post-iniezione, devi avvisare il tuo medico. Se la salute del tuo intestino è peggiorata, con un alvo fortemente irregolare o una stipsi ricorrente, si può e si deve intervenire per ripristinare una situazione di benessere.
Non minimizzare il bisogno della psicoterapia
Quando i problemi di peso durano da anni è possibile che il rapporto con il cibo e con il corpo sia compromesso e non lavorare su questo è un pò come costruire una casa senza le fondamenta. Prendere consapevolezza di un disturbo del comportamento alimentare mai diagnosticato o di comportamenti alimentari disfunzionali che si prendono vita grazie a problemi personali irrisolti sono nodi chiave del trattamento dell’obesità. Associare un percorso di psicoterapia al trattamenti farmacologico significa mettere le basi per avere gli strumenti giusti per gestire le emozioni legate al cibo, anche quando il farmaco non ci sarà più.
Ti sembra tutto complicato e costoso?
Lo è, ma questo non lo rende meno vero.
Spero che presto il SSN garantisca cure complete e accessibili per tutte le persone con obesità e non solo per pochi.
Ricorda che non è importante fare tutto e subito, ma solo averne consapevolezza e valutare nel tempo quali sono gli interventi più urgenti secondo la nostra storia, le nostre esigenze e i nostri mezzi.
A cosa porre particolare attenzione?
I rischi che corriamo con una cattiva gestione di questi farmaci sono gli stessi a cui andiamo incontro quando ci sottoponiamo a una dieta squilibrata rispetto ai nostri fabbisogni per troppo tempo:
- Perdita di massa muscolare
- Peggioramento della salute ossea
- Carenze nutrizionali
- Peggioramento della composizione corporea con conseguente diminuzione del metabolismo basale e aumento del rischio di recupero di peso nel tempo
- Peggioramento del rapporto con il cibo
- Riduzione dell’energia e della qualità della vita
Queste cose dovrebbero disincentivare all’utilizzo?
No, perché sono le stesse conseguenze a cui si rischia di andare incontro quando si seguono diete a caso, magari eccessivamente restrittive o consegnate dal PT di turno.
Solo che le diete ci fanno meno paura.
Questi farmaci sono davvero uno strumento prezioso per le persone con obesità o sovrappeso con complicanze, come lo è la chirurgia bariatrica laddove necessaria.
Sono una terapia rivoluzionaria, che è solo agli inizi del suo sviluppo e che può cambiare la vita a migliaia di persone. E’ solo importante che impariamo a usarla con giudizio e consapevolezza.


