Si stima che fino al 40–60% delle donne sperimenti almeno un’infezione urinaria nella vita, e circa 1 donna su 4 sviluppi recidive.
In gravidanza le UTI sono ancora più comuni, con una prevalenza stimata intorno al 10–24%.
Per chi ne soffre, possono essere dolorose, stressanti e davvero debilitanti.
Non possiamo avere il controllo totale sulla loro prevenzione (entrano in gioco fattori anatomici, ormonali e microbiologici), ma alimentazione, idratazione e stile di vita possono davvero aiutare a ridurre il rischio.
1 Idratazione adeguata
Bere più acqua riduce il rischio di infezioni ricorrenti perché aumenta la produzione di urina e favorisce il “lavaggio” meccanico dei batteri dalle vie urinarie. Se ti rendi conto che il tuo senso della sete è scarso non preoccuparti, ti basta un pò di allenamento. Abituarsi a bere di più è un esercizio che richiede pazienza, ma più berrai, più nel tempo il tuo corpo ti farà sentire il bisogno di acqua (alla fine di questo articolo troverai tanti consigli per aiutarti a bere più acqua).
2 Supporto al microbiota
Esistono molti probiotici (microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, apportano benefici al microbiota) che favoriscono un microbiota vaginale protettivo e possono ridurre la colonizzazione da patogeni urogenitali. Informati in farmacia o dal tuo/dalla tua curante su quale prodotto può essere il più giusto per te. In gravidanza esistono anche probiotici che si possono assumere per tutti i 9 mesi.
3 Alimentazione ricca di fibre
Può sembrare strano, ma il microbiota intestinale influenza quello vaginale. Un intestino sano riduce il rischio di infezioni, al contrario un alvo irregolare (specialmente in caso di stitichezza) può favorire la contaminazione batterica. Avere un’alimentazione con un importante apporto di vegetale (e quindi fibre) sostiene il microbiota intestinale e vaginale, via libera quindi a frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta secca. In questo articolo puoi trovare spiegazioni e rimedi alla stipsi cronica.
4 Limitare eccessi di zuccheri semplici
Un elevato consumo di zuccheri può favorire la disbiosi e aumentare la suscettibilità alle infezioni in soggetti predisposti. Questo ha portato negli anni a un estremizzazione del messaggio, quindi è importante ribadire che non è vero che lo zucchero che mangiamo in maniera diretta “nutre” determinati organismi patogeni e che quindi qualunque tipo e qualunque quantità di zucchero è nociva. Vero è però che un consumo quotidiano ed eccessivo di zuccheri può indebolire il microbiota, dobbiamo perciò sempre moderarne il consumo. In questo articolo troverai molti consigli utili se “hai sempre voglia di dolci”.
5 Cranberry
Bere succhi o utilizzare integratori a base di cranberry non è una cura, ma una strategia preventiva che può essere usata in specifici momenti “a rischio” (ad esempio prima e durante un viaggio). Nonostante la sue efficacia nel diminuire le recidive sia supportata da studi clinici, purtroppo non in tutte le donne gli effetti sono così evidenti, ma puoi vedere se nel tuo caso sono efficaci.
6 Alcol e irritanti
Nei soggetti particolarmente sensibili un consumo eccessivo di caffeina (e alcolici, ca va sans dir) può irritare fortemente la vescica e peggiorare i sintomi. Se sei in gravidanza dovrai comunque limitare/eliminare queste sostanze, ma fuori dalla gravidanza è importante limitarne il consumo se ci rendiamo conto che stiamo esagerando (e nel caso del consumo eccessivo di caffeina possiamo farci qualche domanda sulla nostra qualità del sonno).
7 Ridurre l’apporto di sodio
Diete molto ricche di sale possono rendere le urine più concentrate e favorire minore idratazione efficace. Questo non significa che è necessario eliminare il sale (specie quello aggiunto se iodato), ma bisogna aggiungerlo con moderazione e sopratutto ridurre il consumo di alimenti che lo contendono, chiedendosi ad esempio quante volte a settimana si consumato formaggi e affettati, o cracker e grissini.
8 Curare il pavimento pelvico
Il miglioramento del tono e della funzione del pavimento pelvico può favorire un migliore svuotamento vescicale, che è un fattore potenzialmente protettivo contro le infezioni urinarie. Fare una valutazione del pavimento pelvico con un’ostetrica o una fisioterapista esperta per capire come è lo stato di salute di questo importante gruppo di muscoli ed eventaulemte iniziare un percorso di riabilitazione è davvero prezioso per la salute della donna, specialmente in gravidanza.
9 Sedentarietà
La sedentarietà può aumentare indirettamente il rischio di infezioni urinarie, favorendo stasi urinaria, stipsi e peggior funzionamento del pavimento pelvico. Non è importante iscriversi in palestra, ma se ti rendi conto che la tua vita è davvero molto sedentaria, iniziare da piccoli cambiamenti può fare la differenza sulla tua salute (ora e negli anni). Ad esempio in questo articolo ti spiego come rendere intensa al punto giusto una semplice camminata.
Falsi miti:
Non esistono evidenze scientifiche forti per l’utilizzo di importanti dosi di vitamina C a scopo preventivo delle UTI.
Come non esistono evidenze sull’efficacia di “diete acidificanti” o diete chetogeniche e low carb.
Ben che meno non esistono liste di alimenti si e alimenti no che da soli possono favorire la comparsa di infezioni (ad esempio no, non è necessario eliminare totalmente lo zucchero o il latte per stare bene).
Esistono invece pattern alimentare e abitudini di vita che nel complesso sono fortemente sfavorevoli.


