frutta

Qual’è il momento migliore per mangiare la frutta?

Spoiler: quello che preferisci.

Esistono numerose teorie su quale sia il momento migliore per consumare la frutta, tutte frutto di semplificazioni o generalizzazioni di concetti piuttosto complicati.

Chiariamo una cosa: anche per la frutta vale la regola del buon senso, cioè l’indicazione a consumare dosi giuste e ragionevoli.

Non esiste alcun alimento nocivo, come nessun alimento miracoloso che merita di essere consumato a dismisura.

Ma una volta che hai capito qual’è la quantità di frutta adeguata per te (in base al tuo fabbisogno e al tuo stato di salute), non devi farti troppi problemi su quando consumarla.

Vediamo insieme quali sono le principali dicerie sulla frutta :

Mangiare la frutta a fine pasto fa alzare la glicemia post-prandiale:

Può essere vero in alcuni casi, ma se sei diabetico o hai una ridotta tolleranza ai carboidrati.

Per una persona sana mangiare un frutto a fine pasto, nel contesto di una dieta equilibrata, non mette in difficoltà il pancreas.. tutt’altro. Spesso un frutto (perché certo, la quantità che se ne consuma è importante) aiuta a chiudere il pasto e ad aumentare il senso di sazietà

E’ bene ricordare però che anche chi ha un diabete o una ridotta tolleranza ai carboidrati può consumare frutta a fine pasto senza problemi se lo desidera, basta confrontarsi con il proprio diabetologo o dietista e capire bene come gestire eventuali farmaci, conteggi dei carboidrati, abbinamenti ad altri alimenti del pasto etc.

Mangiare la frutta a fine pasto aumenta il gonfiore addominale

Può essere vero per alcuni, ma non per tutti.

Se noti che mangiare frutta a fine pasto ti provoca dei problemi, puoi tranquillamente evitarla e consumarla in altri momenti della giornata, ma questo non significa che la frutta provochi malessere a tutti. 

Le fibre in essa contenute possono rallentare la digestione, come fanno le verdure, i cereali integrali, i legumi etc. Questo non è per forza un effetto nocivo, ma un semplice effetto fisiologico delle fibre che si esaurisce nel giro di qualche ora e nella maggior parte dei casi contribuisce ad aumentare il senso di sazietà.

Mangiare la frutta a fine pasto favorisce l’acidità

Può essere, ma come sopra non è una cosa che vale per tutti.

L’aumento dell’acidità dopo un pasto può essere causata da molti fattori, in primis il rallentato svuotamento gastrico. La frutta, grazie alle sue fibre, può rallentare lo svuotamento dello stomaco, ma prima di giudicarla colpevole bisognerebbe accertarci che quel pasto non contenga altri nutrienti che hanno contribuito all’aumento della secrezione dei succhi gastrici (in questo articolo ti spiego bene da cosa può dipendere l’acidità post-prandiale).

Una persona che soffre di acidità dovrebbe in primis regolare la propria alimentazione con l’aiuto di un professionista e poi procedere a un’analisi più personale su quali sono gli alimenti che provocano più malessere.

Quindi se dopo aver riequilibrato l’alimentazione nel suo complesso noti che ogni volta che mangi una mela a fine pasto hai una forte acidità puoi decidere di non mangiarla più, ma questo non significa che la mela a fine pasto provochi a tutti acidità.

Allo stesso tempo, ovviamente, per una persona che soffre di acidità (ma in realtà un pò per tutti) è sconsigliato fare grosse scorpacciate di frutta a fine pasto, perché la digestione potrebbe davvero risentirne.

Meglio mangiare la frutta a digiuno per assorbire tutti i micronutrienti

Sali minerali e vitamine vengono comunque assorbiti anche nel contesto di un pasto completo e anche se l’assorbimento fosse lievemente compromesso in un’alimentazione equilibrata i micronutrienti si assumono da tantissimi alimenti: verdura, cereali integrali, legumi, proteine animali etc.

Quindi non sarà certo l’abitudine a consumare frutta a fine pasto a provarci carenze nutrizionali

Meglio evitare la frutta perché contiene troppi zuccheri

Come premesso all’inizio dell’articolo per la frutta, come per tutti gli alimenti, vale la regola della ragionevolezza: è importante non consumarne quantità eccessive.

Quando se ne consumano quantità ragionevoli non c’è niente che ci deve preoccupare.

In una dieta equilibrata gli zuccheri devono essere solo moderati, non eliminati.

Inoltre la frutta contiene così tante proprietà nutritive, come l’elevata presenza di vitamine, sali minerali e fibre che evitarla per la presenza di zuccheri (naturali per giunta) è davvero controproducente.

Meglio consumare la frutta in mattinata perché nel pomeriggio il metabolismo diminuisce e il corpo assorbe più zuccheri

Quanto sarebbe bello se le cose fossero così semplici e schematiche. In realtà il corpo umano è tutto tranne che semplice.

Se è vero che la tolleranza ai carboidrati (specialmente nelle categorie a rischio come abbiamo visto nei capitolati precedenti) subisce delle variazioni nell’arco della giornata e che il nostro corpo ha dei ritmi diversi a seconda delle ore del giorno, l’idea che allo scoccare di una certa ora tutte le reazioni fisiologiche del corpo subiscano cambiamenti tali da modificare in maniera precisa e lineare il metabolismo degli zuccheri è piuttosto semplicistica. 

Una persona sana, che segue una dieta bilanciata e che ha un corretto stile di vita non deve preoccuparsi delle lancette dell’orologio, ma della sua alimentazione nel complesso.

Chiaro, vien da sé che mangiare poco durante il giorno e fare grosse scorpacciate (non solo di frutta, ma di qualunque alimento) alla sera è poco consigliato.. ma per un infinito numero di fattori, fra cui un principio elementare di equilibrio dell’apporto energetico che più è distribuito in base ai fabbisogni meglio è.

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